La calcolosi della colecisti è una malattia che colpisce il 18% della popolazione
totale ed interessa maggiormente le donne, con un rapporto di 3 a 1 rispetto al sesso maschile
e con un'incidenza maggiore nella quinta decade di vita. La terapia di scelta per il trattamento
della litiasi della colecisti sintomatica è quella chirurgica. L'introduzione
della laparoscopia, con la riduzione dei rischi e degli esiti post-operatori, ha determinato
un'allargamento delle indicazioni alle litiasi paucisintomatiche e litiasi
asintomatiche in soggetti giovani con colesterosi.
Il primo intervento di colecistectomia per via laparoscopica fu eseguito nel
1987 da P. Mouret in Francia. A
23
anni dalla sua introduzione, questa nuova tecnica è ormai considerata il Gold Standard
nel trattamento della calcolosi della colecisti.
Attraverso la via laparoscopica si ripetono, in grandi linee, i tempi operatori della chirurgia
tradizionale, con la differenza che le manovre chirurgiche vengono effettuate mediante strumenti
(i Trocar) che rimangono infissi nell'addome per la durata dell'intervento.
Lo spazio operativo si ottiene tramite l'insufflazione di anidride carbonica (pnemoperitoneo)
all'interno della cavità addominale mediante un ago di Veress inserito
all'ombelico. L'ago di Veress presenta un sistema di protezione alla sua estremità pungente
che consente di non provocare lesioni viscerali dopo aver oltrepassato la parete addominale.
L'accesso alla cavitą addominale inizia con l'introduzione del primo trocar con
punta smussa da 10 mm di diametro all'incisione all'ombelico,
attraverso il quale viene inserito il laparoscopio. Il pnemoperitoneo viene
mantenuto mediante il collegamento dell'insufflatore al trocar all'ombelico.
Sotto visione vengono inseriti i restanti tre trocar attraverso microincisioni da
5 mm di diametro.
La prima manovra consiste nella preparazione del dotto cistico e dell'arteria cistica
all'ilo della colecisti. Per evitare lesioni della via biliare principale la dissezione
deve avvenire il pił vicino possibile alla colecisti.
Una volta isolate le strutture dal peduncolo della colecisti, vengono clippate e sezionate in
ordine il dotto cistico e l'arteria cistica.
La colecitisti viene quindi distaccata dal letto epatico ed estratta, a volte mediante l'utilizzo di
un sacchetto laparoscopico in materiale plastico, dall'incisione all'ombelico. Successivamente
si procede ad un attenta revisione dell'emostasi ed al lavaggio della cavità peritoneale,
si evacua il pnemoperitoneo e si estraggono sotto visione i trocar. In ultimo si
suturano le piccole incisioni cutanee.
Il paziente può iniziare a bere a distanza di 8 ore dall'intervento e il giorno dopo può
assumere una dieta normale. La dimissione nei casi non complicati avviene in prima o seconda giornata e a distanza di 7 giorni il
paziente può tornare alla normale vita di relazione. Rispetto alla metodica tradizionale
la procedura laparoscopica presenta una limitata invasività, riduzione del dolore post-operatorio,
degenza breve, rapido ritorno alla vita normale, minori complicanze e sequele (infezioni,
laparocele, aderenze), migliori esiti estetici.
Le complicanze più temute sono rappresentate da lesioni delle vie biliari, che in corso
di colecistectomia laparoscopica sono al momento attuale allo 0,1% dei
casi. La percentuale di conversione dalla procedura laparoscopica a quella tradizionale a cielo aperto
varia nella letteratura internazionale dal 0,6 al 13% ed è notevolmente influenzata
dall'esperienza del team chirurgico.
Indirizzo: http://www.chirurgialaparoscopica.it/chirlap/colecistectomia.asp
Ultima revisione: 15/10/2008 13.13.54
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